
L'Ennedì si trova nel Ciad nord-orientale a poco più di 3 giorni di auto dalla capitale N'Djamena. La strada asfaltata è solo un lontano ricordo e le piste che dal Sahel si addentrano nel Deserto del Sahara non sono altro che strette strisce appena visibili, mentre alberi e cespugli affollano i numerosi letti di fiumi stagionali.


Allontanandosi dal letto del fiume, il paesaggio diventa rapidamente più brullo, ma non privo di vita, con alberelli ed arbusti che punteggiano il deserto. In lontananza iniziano a comparire montagne di arenaria che ospitano alcuni tra i luoghi più belli e pittoreschi di tutto il Ciad e dell'intero Deserto del Sahara.
Le colline e le montagne sono costituite da arenaria, una roccia sedimentaria formata da granuli aventi varie composizioni mineralogiche e varie dimensioni a seconda degli eventi che ne hanno determinato l'accumulo durante i millenni (inondazioni, siccità, venti predominanti, cambiamenti climatici, ecc.). Venendo a mancare un vero e proprio suolo ed essendo la vegetazione estremamente scarsa, non solo queste rocce vengono continuamente lavorate da acqua e vento, ma sono messe totalmente a nudo: un vero paradiso per i geologi e per i fotografi che possono sbizzarrirsi nel catturare le infinite forme quasi surreali.
Per la sua struttura e per la sua composizione, l'arenaria è una roccia piuttosto "delicata" e fortemente soggetta ad erosione da parte dell'acqua e del vento. Gli agenti atmosferici possono talvolta creare curiosi disegni, come questi strani fori.
La roccia di arenaria è spesso ricca di piccole grotte, ottimo rifugio naturale utilizzato dalle popolazioni preistoriche che vivevano nel Sahara, quando il clima era molto diverso da quello attuale e molto più favorevole alla vita, con tanta acqua, foreste ed animali. La presenza e l'attività dell'uomo preistorico sono testimoniate da splendide pitture rupestri, graffiti e manufatti in pietra che si possono tutt'ora trovare nei luoghi che un tempo furono abitati.



La monachella testabianca (Oenanthe leucopyga) è un uccello passeriforme diffuso in Africa e nel Deserto del Sahara in Ciad. Il maschio si distingue dalla femmina, in quanto, diversamente da quest'ultima, ha la parte superiore della testa completamente bianca.
Questi uccellini dalle dimensioni di un passerotto, hanno invece il colore del piumaggio molto simile a quello dell'arenaria con la quale si confondono molto bene.
Nel deserto dell'Ennedì non è raro trovare alberi ed arbusti in fiore: questa regione infatti è molto più ricca di vita se paragonata al resto del deserto del Sahara, in quanto la particolare conformazione del massiccio montuoso abbinata alla posizione geografica, permette di avere qualche precipitazione piovosa in più.

Cattedrali di roccia, pinnacoli dalle forme bizzarre, dune di sabbia: il margine meridionale del massiccio dell'Ennedì è un vero paradiso dove fare splendide passeggiate a piedi.
Oltre alle pitture rupestri, nell'Ennedì si trovano numerosi graffiti di dimensioni spesso considerevoli. Queste tracce di vita umana sono spesso molto antiche e con i millenni hanno perso la loro originale evidenza, a causa dell'erosione e del materiale che si accumula nei solchi di incisione.
Un bellissimo conglomerato, roccia sedimentaria costituita da ciottoli (probabilmente trasportati da una antica inondazione), cementati insieme da un collante a matrice sabbiosa.
° ° °
° ° °
Ciad: itinerario, consigli e guida
Contatti | Chi siamo | Informativa privacy
Questo sito e' protetto da copyright, si prega di contattare gli autori prima di riutilizzare il materiale in esso presente. Tutte le fotografie sono degli autori, salvo dove espressamente indicato.