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Vacanza gastronomica in Puglia: itinerario goloso

La Puglia è una delle regioni più ricche di storia e di tradizioni della penisola italiana: tale ricchiezza ha avuto un forte impatto anche sulla tradizione culinaria di tutta la regione. Scopriamo quali sono i piatti da non perdere durante un viaggio in Puglia.

Tour gastronomico puglia La Puglia è una delle regioni più ricche della penisola italiana: spiagge cristalline, bellezze barocche, locali per movida sfrenata, ma non solo. La ricchezza della storia salentina, infatti, ha delle ricadute notevoli non soltanto sulla sua arte e sulle origini delle sue principali località, ma ha avuto un forte impatto sulla tradizione culinaria di tutta la regione: una tradizione – o un insieme di tradizioni – da scoprire e, letteralmente, assaporare.

Alcuni dei piatti tipici del Salento non possono proprio essere ignorati dai turisti: recarsi in Salento può diventare un’esperienza molto più ricca, se si sa dove andare per gustare certe prelibatezze tipiche della zona.

 

Il pasticciotto alla crema a Galatina

Quando si parla di Salento, si parla del pasticciotto:uno dei suoi dolci più tipici e rappresentativi. Costituito da pasta frolla cotta in forno e ripiena di soffice crema pasticcera, si tratta di un dolce adatto alla colazione, ma che ben si presta anche a spuntini nel corso della giornata. Si parlava di pasticciotti già in alcuni documenti del 1707, ma la tradizione che si è imposta vuole che questo dolce sia nato nel 1745, nel corso di un fortunato esperimento culinario nella città di Galatina, in provincia di Lecce. Qui, ancora adesso, con una ricetta di base rimasta immutata per circa trecento anni, si possono gustare alcuni dei migliori pasticciotti del Salento, comprese le varianti più moderne: al cioccolato, o con mandorle e marmellata, o al cacao.

 

Il rustico di Lecce

In campo di rosticceria, il Salento non può che puntare sul rustico. Tipico della provincia di Lecce, è possibile acquistarlo in forni, rosticcerie e bar, a tutte le ore. Tuttavia, il rustico leccese si è diffuso come prodotto tipicamente serale, per placare velocemente la fame dei lavoratori che – a fine giornata – non avevano voglia di cucinare o di aspettare a lungo in ristoranti o pub. Il rustico di Lecce è composto da due dischi di pasta sfoglia sovrapposti, spennellati con uovo e cotti al forno, con ripieno di mozzarella, sugo di pomodoro e besciamella. Talvolta, vengono aggiunti anche pepe e noce moscata.

È complicato ricostruire la storia del rustico leccese: essendo la besciamella difficile da reperire per i contadini, è possibile dedurre che le sue origini siano prima di tutto aristocratiche piuttosto che popolari.

 

Orecchiette e minchiareddi di Ostuni

Senza alcun dubbio uno dei piatti più conosciuti e rinomati della zona, capace di unire la tradizione italiana della pasta fatta in casa con elementi propri della cultura culinaria salentina. È difficile ricostruire le origini delle orecchiette (che potrebbero risalire all’epoca romana o a quella normanna, più recente) e dei minchiareddi (che sono dei piccoli maccheroni), ma quel che è certo è che si tratta di uno dei piatti più caratteristici e versatili della zona di Ostuni. Questa pasta fresca può infatti essere preparata con sugo, pesto, ricotta o altre varianti ancora, anche se la versione tradizionale resta quella al sugo fresco con formaggio grattugiato.

 

Le friseddhe di Bari

La friseddha nasce come piatto estremamente povero; eppure, essa è riuscita a scalare le vette della popolarità culinaria pugliese, diventando uno dei piatti più richiesti dai turisti in visita in Salento. Si tratta di un piatto dalle origini antiche (risalenti alla colonizzazione greca della costa pugliese), dalla preparazione estremamente semplice, che oggi viene arricchito con olio, pomodoro, origano e sale.

 

Caffè con ghiaccio e latte di mandorla di Otranto

Tra dolci tipici, biscotti e rosticceria, non può che mancare un buon caffè. Come si evince, il caffè con ghiaccio unisce un piacevole effetto refrigerante (adatto al caldo estivo) alle proprietà naturalmente energizzanti del caffè.

Anche in questo caso, è difficile stabilire le origini di questa bevanda. C’è chi pensa sia nata negli anni ’50 in Puglia e chi, invece, tende a pensare all’importazione a Otranto di un’usanza spagnola già consolidata nella zona di Valencia, nell’Ottocento. Sembra, tuttavia, che la prima versione di questo caffè prevedesse l’accompagnamento di una fettina di limone, tradizione ormai perduta a favore, invece, dell’aggiunta di latte di mandorla: una variante unica, da gustare subito, prima che il ghiaccio cominci a sciogliersi annacquando il caffè.

 

 

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