Il Deserto del Sahara nella regione dell'Ennedì in Ciad

11 - 26 febbraio 2018

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ITINERARIO IN CIAD DAL SAHEL AL SAHARA

Come arrivare nel Sahara in Ciad

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INFORMAZIONI CIAD - GUIDA DI VIAGGIO

COSA VEDERE IN CIAD?

Il Ciad si trova nel cuore dell'Africa settentrionale, lontano da tutti i mari ed occupato in gran parte dal Deserto del Sahara e dal Sahel. Poco conosciuto tra la comunità di viaggiatori, il Ciad offre splendide opportunità per visitare alcune delle regioni paesaggisticamente più straordinarie di tutto il Sahara, paradiso per geologi ed archeologi, dove non manca la possibilità di immergersi nella vita quotidiana dei Tubu, persone che hanno imparato a vivere in perfetta armonia con l'ambiente inospitale. Anche il Sahel, la fascia geo-climatica che separa il Sahara dalla savana, offre ottime opportunità per entrare meglio in contatto con il popolo ciadiano, oltre che per avvistare la fauna tipica locale, mentre le regioni più meridionali permettono di provare l'esperienza di veri e propri safari tra i grandi mammiferi africani o di immergersi nei raduni e nei festival dei pastori nomadi. Ma vediamo più in dettaglio quali sono le principali attrazioni turistiche in Ciad ed i motivi per andarci:

  • Ennedì. L'Ennedì è una regione che occupa il quadrante nord-orientale del Ciad e che ospita l'omonimo massiccio montuoso, ricco di bellezze paesaggistiche piuttosto uniche nell'ambito del Sahara. Formazioni tassiliane (rocce di arenaria fortemente erose e dalle forme bizzarre), archi di pietra naturali, pinnacoli di roccia, dune di sabbia, canyon, oasi e laghi contornati da palme, compongono questa area del Sahara molto più viva rispetto al resto del deserto, grazie ad una piovosità soltanto di poco superiore alla media. Troviamo quindi rigogliosi alberi di acacia e di altre piante xerofite che risaltano sulla sabbia e sull'arenaria arancione, mentre i pastori nomadi e seminomadi compaiono di tanto in tanto all'orizzonte insieme ai loro greggi di capre o con le loro mandrie di dromedari che formano file di animali lunghe centinaia di metri. Il passato più umido e ancor più ricco di vita del Sahara è testimoniato da tanti graffiti e pitture rupestri, antiche di migliaia di anni, che decorano soffitti e pareti di molte grotte un tempo abitate, mentre il suolo presenta spesso curiosi fossili e reperti archeologici del paleolitico, come frecce ed utensili vari.

  • I monti del Tibesti. Il Tibesti occupa le regioni nord-occidentali del Ciad ed è un vero e proprio mito tra gli appassionati di deserti, dove si trovano le montagne più alte di tutto il Sahara e dove il paesaggio prevalentemente roccioso trasforma l'asprezza di un duro deserto in una bellezza suprema. Con i suoi 3445 metri di altitudine, l'Emi Koussi offre un paesaggio vulcanico ricco di singolarità geologiche, che comprendono depositi di natron sul fondo di grandi caldere, mentre più a valle, nella regione del Borkou, si possono apprezzare le più classiche formazioni tassiliane ed i cordoni di dune di sabbia tipici dell'immaginario collettivo quando si pensa ad un deserto.

  • Il Borkou. Una regione sahariana poco conosciuta del Ciad settentrionale è quella del Borkou, particolarmente interessante per l'aspetto archeologico in quanto ricca di graffiti e pitture rupestri, ma anche bellissima sotto l'aspetto paesaggistico, con le classiche formazioni tassiliane ed i cordoni di dune.

  • Il Sahel. Il Sahel è una fascia geo-climatica larga un paio di centinaia di chilometri, che separa la savana dal deserto e che costituisce una lenta transizione tra i due ambienti in termini di geologia, paesaggio e vegetazione. Sebbene nel Deserto del Sahara siano presenti alcuni aeroporti che permetterebbero di arrivare con voli di linea, questi sono utilizzati solo da pochi voli privati, di conseguenza, gran parte dei viaggi in Ciad inizieranno e termineranno nella capitale N'Djamena, ben lontana dall'Ennedì, dal Tibesti e dalle altre regioni sahariane. Tuttavia, l'attraversamento in auto del Sahel non deve essere assolutamente visto come un semplice "trasferimento", ma come una interessante opportunità di conoscere meglio la vita ciadiana, tra caratteristici villaggi rurali e paesaggi che variano tra infinite pianure, letti di fiume in secca e piccole catene montuose di granito. Generalmente al ritorno viene percorsa una strada diversa, dando l'opportunità di esplorare ambienti ancora diversi.

  • Il Parco di Zakouma. Le zone moderatamente più piovose del Ciad sud-orientale, ospitano una delle aree protette più estese di tutta l'Africa, dove si possono osservare gli animali tipici della savana come leoni, gnu, bufali, leopardi, ghepardi, giraffe ed elefanti, oltre ad una ricchissima avifauna.

  • Il festival Wodaabe. Le feste Wodaabe si tengono generalmente nel Sahel dopo la stagione delle piogge e sono particolarmente interessanti se desiderate fare un viaggio in Ciad per l'aspetto etnico culturale. Durante le cerimonie gli uomini si decorano il viso ed il corpo in modo estremo e vistoso, prima di danzare per sperare di far colpo e di iniziare una relazione amorosa.

COME ARRIVARE IN CIAD?

Alla data di stesura di questo reportage, l'unico aeroporto del Ciad dove arrivano voli di linea schedulati è quello di N'Djamena. L'Airfrance offre alcuni collegamenti a settimana tra Parigi e N'Djamena, in coincidenza con i voli dalle maggiori città italiane. Alternativamente, è possibile raggiungere N'Djamena via Addis Abeba con Ethiopian, oppure dagli altri maggiori hub del Nordafrica con le relative compagnie aeree. Generalmente, il pacchetto di viaggio per il Ciad include anche il volo con le migliori soluzioni del momento a seconda della città di partenza, e quindi non è necessario preoccuparsi su come raggiungere il Paese. Arrivare in Ciad da un Paese limitrofo attraversando il confine in auto, non è una opzione al momento raccomandata ai turisti.

COME SPOSTARSI IN CIAD?

Le maggiori attrazioni turistiche del Ciad si trovano ben lontano dalla capitale N'Djamena e, sebbene siano presenti alcuni aeroporti nelle regioni più remote, questi sono serviti solo da costosissimi voli privati. In attesa quindi che qualche compagnia aerea offra voli di linea che permettano di avvicinarsi al deserto il più possibile, l'unico modo per raggiungere le regioni sahariane è con un lungo viaggio in auto da N'Djamena attraverso il Sahel (viaggio che comunque, come abbiamo detto, non deve essere visto solo come un "trasferimento", ma come una opportunità per esplorare ambienti sempre molto interessanti). Bisogna comunque sapere che qualunque viaggio fuori dalla capitale N'Djamena deve essere autorizzato dall'ufficio di polizia e che l'aspetto logistico, per le distanze in gioco e per la durezza dell'ambiente, è particolarmente complesso. Pertanto, il Ciad non è adatto a viaggi individuali, ma è indispensabile rivolgersi ad un operatore accreditato, qualificato e che abbia a disposizione attrezzature e mezzi ridondati (bisogna andare con almeno 2 vetture anche se il gruppo è formato da una sola persona), per non parlare poi dell'aspetto burocratico e dei permessi necessari. L'unico tour operator in grado di organizzare viaggi in Ciad in completa sicurezza e rispettando tutte le leggi locali, è Spazi d'Avventura, agenzia con esperienza pluridecennale che offre molti itinerari per partenze di gruppo, ma anche pieno supporto per itinerari personalizzati in termini di date, tappe, numero di viaggiatori e "tema" del tour in base ai propri interessi.

E' SICURO ANDARE IN CIAD?

Come già detto, il turismo individuale in Ciad non è consigliato, a causa della durezza dell'ambiente e della lontananza dalla civiltà dei luoghi a vocazione turistica. Effettuando però il viaggio con un professionista che si occupa tutto l'aspetto logistico e burocratico, come Spazi d'Avventura, viaggiare in Ciad è perfettamente sicuro e non pone alcun particolare problema al visitatore.

QUALE E' IL PERIODO MIGLIORE PER ANDARE IN CIAD?

La stagione migliore per andare in Ciad va da metà autunno all'inizio della primavera, quando la (già di per se scarsa) piovosità è virtualmente ridotta a zero e quando le temperature non sono estreme. I mesi di novembre e febbraio sono particolarmente perfetti, in quanto le notti non sono troppo rigide, mentre la temperatura diurna permette di stare all'aria aperta e di fare lunghe passeggiate senza soffrire troppo il caldo. I mesi di dicembre e gennaio, molto gettonati da chi deve necessariamente prendere le ferie durante le feste, sono anch'essi ottimi per viaggiare in Ciad, bisogna solo tenere presente che le notti possono essere più fresche (o talvolta fredde), ma con un buon sacco a pelo il problema non sussiste (per sicurezza è comunque bene portare un buon sacco a pelo anche nei mesi più favorevoli... non si sa mai!) A partire da aprile le temperature diurne lievitano di molto, rendendo le passeggiate meno confortevoli, mentre l'aumento delle piogge in alcune regioni potrebbe causare l'allagamento di qualche letto di fiume, anche nel Sahara, rendendo le piste poco praticabili. Le tempeste di polvere e sabbia sono eventi non particolarmente frequenti, ma che possono sempre succedere (ed il viaggiatore positivo le vedrà come una interessante nuova esperienza). Chi visita il Tibesti recandosi alle altitudini più elevate, deve invece considerare che le temperature notturne, dall'autunno alla primavera, possono scendere di molti gradi sotto lo zero.

ALTRE INFORMAZIONI E CONSIGLI DI VIAGGIO SUL CIAD

  • Quali requisiti occorrono per entrare in Ciad? E' obbligatorio il passaporto, il visto ed il certificato internazionale di avvenuta vaccinazione contro la febbre gialla. In Italia non c'è un consolato ciadiano, ma l'ambasciata più vicina è quella di Parigi. L'organizzatore può occuparsi di tutta la pratica, basta consegnare il passaporto e la documentazione richiesta.

  • Dove si dorme durante un viaggio in Ciad? Fuori dalla capitale N'Djamena non ci sono strutture di accoglienza per turisti, i pernottamenti avvengono quindi in comode tende ad igloo, facili da montare e smontare, fornite dall'organizzazione insieme ad un materassino. Occorre portare un sacco a pelo con temperatura minima di comfort, in via precauzionale, tra zero e -5 gradi (meglio aprire la lampo se si ha caldo, piuttosto che avere freddo), mentre chi è diretto alle alte quote sul Tibesti, avrà bisogno di materiale più tecnico.

  • Come si mangia? Durante il viaggio in Ciad i pasti vengono preparati dallo staff locale e da un cuoco che segue il gruppo durante tutto il tour. Parte delle "materie prime" vengono spedite dall'organizzazione dall'Italia, mentre altre vengono acquistate in loco nei mercati ogni volta che è possibile. I cibi vengono scelti per assicurare il giusto apporto calorico e di sali minerali, mentre grazie alla "scuola italiana", essi saranno particolarmente gustosi e sembrerà incredibile mangiare così bene in mezzo al nulla.

  • Come lavarsi nel deserto? Per ovvi motivi, ci si può lavare utilizzando l'acqua solo con parsimonia: questa viene consegnata quotidianamente in una ciotola da un paio di litri e per facilitare le operazioni di lavaggio, la si può travasare in una bottiglia in modo da potersela versare addosso dosandola con semplicità. Occasionalmente, è possibile fare un bagno completo nelle oasi di acqua dolce (non c'è pericolo di bilharziosi o di altre malattie parassitarie). Si consiglia di portare una quantità sufficiente di salviettine umidificate, da smaltire correttamente una volta utilizzate.

  • Dove gettare i rifiuti? Nel deserto non bisogna lasciare nulla, pertanto, fazzoletti, carta igienica, salviettine umidificate, involucri di merendine o caramelle, bottiglie di plastica e quant'altro, va smaltito correttamente. Consiglio eventualmente di portare piccoli sacchetti (per esempio quelli per alimenti) che possono essere riempiti con i rifiuti e quindi sigillati prima di essere accantonati.

  • Come vestirsi in Ciad? Vista l'impossibilità di lavare i panni in corso di viaggio (salvo qualche rara occasione presso le oasi), è bene utilizzare indumenti altamente traspiranti. Personalmente preferisco una lana molto leggera al cotone o al sintetico in quanto, in un ambiente così secco, rimane più fresca permettendo al sudore di evaporare efficientemente. Per la forte insolazione, è bene utilizzare indumenti lunghi, lasciando scoperta meno pelle possibile (può sembrare strano, ma totalmente coperti si ha meno caldo, proprio in virtù dell'aria molto secca). Indispensabile un buon cappello, sia per il sole, sia per la temperatura fresca serale e notturna, mentre un maglione o un pile può essere sempre utile (insieme eventualmente ad una giacca a vento), specialmente nei mesi più freddi o in collina. Per ripararsi dalla polvere si può utilizzare una bandana, mentre le scarpe devono essere robuste, comode e adatte al terreno accidentato (utile un paio di sandali per la sera o per i lunghi spostamenti in auto). Per i viaggi nel Tibesti ad alta quota, occorre un abbigliamento più tecnico da valutare con maggiore attenzione.

  • Un tour in Ciad è un viaggio adatto a tutti? Grazie all'ottima organizzazione di Spazi d'Avventura, viaggiare in Ciad è particolarmente confortevole e rilassante. Bisogna però considerare che si tratta pur sempre di un viaggio a stretto contatto con la natura ben lontano dagli hotel, pertanto, il tour è adatto a chi ha almeno un minimo di spirito di adattamento ed è abituato a questo genere di vacanze. Se avete qualche perplessità, ma la superate, scoprirete che dormire in una tenda in mezzo al nulla, tra scenari mozzafiato, è qualcosa di eccezionale.

  • Come sono le prese di corrente in Ciad? Le prese di corrente in Ciad sono come quelle francesi e quindi non serve portare adattatori. Generalmente la corrente è disponibile solo a N'Djamena il primo e l'ultimo giorno del viaggio.

  • Come ricaricare le batterie quando si è lontani dalla civiltà? Per ricaricare le batterie degli apparati elettronici che si portano in viaggio, viene messa a disposizione la presa accendisigari dell'auto. A propria discrezione occorre portare un piccolo inverter, oppure un buon adattatore per accendisigari con uscita USB o con connettore adatto al caricabatterie che si intende utilizzare. E' bene tuttavia portare qualche batteria di scorta, già carica, in quanto la presa accendisigari va condivisa con tutte le persone del gruppo e può essere utilizzata solo con le auto in marcia.

  • Funziona lo smartphone in Ciad? Occorre prima di tutto informarsi se il proprio operatore telefonico ha accordi di roaming con il Ciad ed essere consapevoli che i costi per chiamate (anche in ricezione) ed internet, possono essere molto elevati. La copertura di telefonia mobile in Ciad è in continuo aumento ed è disponibile perfino in alcuni punti dell'Ennedì. Tuttavia, se avete bisogno di avere garanzia sulle comunicazioni da qualunque punto dell'itinerario, occorre un telefono satellitare (l'organizzazione ne porta sempre uno, ma viene utilizzato solo per gestire eventuali emergenze).

  • E' opportuno fare la profilassi antimalarica in Ciad? Le zanzare in grado di trasmettere la malaria sono presenti in Ciad, anche abbondantemente, dal Sahel centrale verso sud (N'Djamena compresa, ovviamente) e questa malattia è un reale problema. Nel deserto del Sahara invece, includendo quindi l'Ennedi e le altre regioni, le zanzare sono occasionalmente presenti, ma non sono portatrici di malaria. L'opportunità o meno di fare la profilassi antimalarica dipende quindi dalla stagione del viaggio (durante la stagione secca ci sono meno zanzare anche a sud) e dall'itinerario. Per un giro classico nell'Ennedì o nel Tibesti, visto che oltretutto lo si fa quasi sempre nella stagione secca, si potrebbe prendere in considerazione di proteggersi bene durante il breve transito tra N'Djamena ed il Sahel centrale, utilizzando abiti lunghi e repellenti ad elevato contenuto di DEET (minimo 25%), anche di giorno e fin da subito (appena si scende dall'aereo e in stanza in hotel), evitando così la profilassi antimalarica, che comunque non garantisce protezione al 100% e non copre dalle altre malattie che le zanzare trasmettono. Per gli altri itinerari fuori dal Sahara e per la stagione umida, bisogna valutare la situazione di volta in volta.

  • Ci sono norme o precauzioni da seguire per fotografare in Ciad? In Ciad è vietato fotografare edifici militari, stazioni di polizia, posti di blocco lungo le strade, edifici amministrativi, scuole, caserme e persone in uniforme. Quando si vuole fotografare qualcuno, bisogna sempre chiedere il permesso, magari salutando e presentandosi prima, evitando tassativamente di puntare l'obiettivo e scattare. Nei centri abitati è bene evitare di fotografare, anche se non si inquadrano soggetti specifici, in quanto non si può sapere se uno degli obiettivi sensibili prima elencati rientra casualmente nel fotogramma. In ogni caso, bisogna utilizzare sempre educazione, cortesia e rispetto, in quanto fotografare non è un diritto acquisito a priori.

  • Che moneta usano in Ciad? La moneta ufficiale del Ciad è il Franco CFA, utilizzato in diversi Paesi dell'Africa occidentale e centrale. Al momento del cambio (che si può fare a N'Djamena in hotel) si consiglia di chiedere banconote di piccolo taglio, per eventuali acquisti nei mercatini e dagli ambulanti.

  • Che lingua si parla in Ciad? Le lingue ufficiali del Ciad sono il Francese e l'Arabo, ma si conoscono decine di lingue tribali parlate dai vari gruppi etnici.

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FOTO E DIARIO DI VIAGGIO IN CIAD

Gazzelle Raggiungere il Sahara da N'Djamena <<-- VAI
Arrivare nel Deserto del Sahara da N'Djamena richiede tre giorni di viaggio attraverso il Sahel, tra infinite pianure, piccoli villaggi e letti di fiume in secca dove si possono osservare gazzelle, fennec, sciacalli ed altri animali.
Roccia di arenaria Le montagne dell'Ennedì tra canyon e cattedrali di arenaria <<-- VAI
La porta meridionale dell'Ennedì sorprende immediatamente per i paesaggi estremi dominati da grandi cattedrali di arenaria e pinnacoli di roccia modellati dal tempo.
Pittura rupestre degli uomini primitivi Graffiti e pitture rupestri nel Deserto del Sahara <<-- VAI
In passato il clima del Sahara era totalmente diverso da quello attuale e durante il periodo umido, il deserto ospitava antiche popolazioni che hanno lasciato importanti testimonianze sottoforma di pitture rupestri sulle pareti delle caverne.
Canyon nel Sahara Il canyon e la Guelta d'Archei punto di abbeveraggio dei dromedari <<-- VAI
Ben nascosta tra i monti dell'Ennedì in Ciad, l'oasi di Archei bagna il fondo di uno stretto canyon tra le rocce arancioni. I pastori nomadi e seminomadi conducono qua i loro dromedari per farli bere, creando una scena tra le più belle di tutto il Sahara.
Pinnacoli di roccia Le rocce tassiliane con le loro forme bizzarre <<-- VAI
I tassili sono rocce fortemente erose dagli agenti atmosferici e chimici, che hanno assunto con il tempo forme tanto inusuali quanto estreme. In un paesaggio incredibile e surreale, osserveremo queste formazioni rocciose da vicino.
Duna La depressione del Mourdi e le dune di sabbia del Derbili <<-- VAI
Procedendo verso nord e lasciandosi il massiccio dell'Ennedì alle spalle, il paesaggio cambia completamente e arriva una vasta distesa di dune di sabbia tipica dell'immaginario collettivo quando si pensa ad un deserto.
Lago nel deserto Laghi ed oasi del Sahara <<-- VAI
Il sistema lacustre di Ounianga è una straordinaria rete di laghi d'acqua dolce e salata di varia grandezza, circondati da rigogliose palme, dove si trovano anche diversi insediamenti umani isolati dal resto del mondo.
Arenarie I laghi Katam e Yoa e le formazioni rocciose di Bichagara <<-- VAI
Invertita la marcia verso sud per rientrare a N'Djamena, si attraversano gli ultimi ambienti sahariani, tra dune, laghi, formazioni di arenaria, reperti archeologici e reperti più inquietanti che ricordano la guerra tra Libia e Ciad combattuta durante gli anni '80.
Persone del Sahel Villaggi e genti del Sahel in Ciad <<-- VAI
Per rientrare a N'Djamena dal Sahara percorriamo una strada diversa da quella fatta all'andata, tra villaggi rurali dove si vive di agricoltura e pastorizia: una interessante opportunità per avere uno sguardo nella vita di tutti i giorni del popolo ciadiano.

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